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venerdì 13 novembre 2009

Il cetriolo

Il cetriolo non è solo un semplice ortaggio ma si è rivelato un ottimo alleato per la salute generale dell’organismo. Esso infatti contiene una importantissima sostanza predominante: l’Acido tartarico.
Perché è tanto importante questo acido? Perché impedisce ai carboidrati dei prodotti alimentari, immessi nel nostro organismo, di trasformarsi in grassi, ecco perché i dietologi consigliano il consumo del cetriolo nelle diete e a tutti coloro che vogliono mantenere il peso sotto controllo.
Gli specialisti suggeriscono addirittura di mangiarlo abbinato al pane integrale per esaltarne totalmente la sua efficacia come prodotto altamente dietetico. Inoltre ha pochissime calorie, è un buon diuretico e un valido disintossicante.
Come consumare il cetriolo
Solitamente il cetriolo viene consumato crudo, tagliato a fette sottili, ma può anche essere mangiato cotto. Quando è ancora di piccole dimensioni e, quindi, particolarmente tenero, può essere utilizzato per la conservazione sottolio, sottaceto o sottosale. Poiché risulta difficilmente digeribile, alcuni suggeriscono di tagliarlo a fette il giorno prima del consumo e quindi di cospargerlo con un po' di sale e lasciarlo asciugare su un piano inclinato. Altri, invece, ritengono che per poterlo digerire sia necessario consumarlo subito dopo averlo tagliato.

Le proprietà
I cetrioli sono ricchi di acqua, per questo motivo vengono ritenuti particolarmente rinfrescanti e depurativi. Questa caratteristica è molto importante per l’attività dei nostri reni. Inoltre hanno pochissime calorie e quindi vengono molto usati nelle diete dimagranti. Contengono provitamina A, le vitamine del complesso B, la vitamina C e sono ricchi di potassio, ferro, calcio, iodio e manganese. Aiutano i reni ad eliminare i liquidi e le tossine, migliorano l’attività del fegato e del pancreas. La polpa del cetriolo viene utilizzata come diuretico e disintossicante e l’acqua e i sali minerali in esso contenuti, sono molto utili per controbilanciare i cibi acidi. Gli antichi lo utilizzavano inoltre per debellare i vermi intestinali e per abbassare la febbre. Anche per malattie come la gotta, patologia dovuta ad un accumulo eccessivo di acido urico nel sangue e nei tessuti (che fa rigonfiare gli arti), i cetrioli vengono ben utilizzati. Gli enzimi contenuti nel cetriolo aiutano l'organismo ad assimilare le proteine, purificano e disintossicano l'intestino. Gli stessi principi attivi aiutano a prevenire anche la formazione di calcoli ai reni e alla vescica. Mangiando regolarmente cetrioli si combatte la costipazione. Inoltre sono anche molto utili per compiere una sorta di pulizia intestinale e per lubrificare le articolazioni. Sono anche a tutti note le proprietà diuretiche, vermifughe, emollienti, antiinfiammatorie e antipruriginose
Le proprietà del cetriolo per la bellezza
Il cetriolo è ricco di zolfo, quindi è molto indicato per curare la pelle: infatti è in grado di schiarire le macchie dell’età, grazie alle sue proprietà decongestionanti. È anche consigliato dagli esperti dermatologi per lenire le scottature solari e se usato con continuità rappresenta una buona soluzione per “migliorare” le rughe. Tutti conoscono anche il vecchio rimedio delle nonne per combattere il gonfiore: i cetrioli sugli occhi che hanno la proprietà di ravvivare lo sguardo, ringiovanire l’aspetto della pelle intorno agli occhi stanchi e ridurre borse e occhiaie. In cosmesi, viene utilizzata la polpa per ottenere maschere per il viso rinfrescanti e idratanti, i semi invece per maschere tonificanti e rassodanti, il succo per impacchi lenitivi su pelli irritabili.. Infine per ridurre le rughe e rendere la pelle più morbida e luminosa, si può preparare un’ottima maschera facciale utilizzando un cetriolo tritato con olio d’oliva e qualche goccia di succo di limone. Questo trattamento ha azione detergente, riduce e pulisce i pori dilatati o occlusi ed è adatta anche alle pelli più sensibili che non tollerano né sapone né acque dure. L’efficacia di questo trattamento è sicuramente superiore a qualsiasi crema, sicuramente più costosa.

venerdì 2 ottobre 2009

La celiachia

Tra tutte quelle agli alimenti, l’intolleranza al glutine è la più grave: perché è permanente, nel senso che non si può guarire, e perché se non si prendono le dovute contromisure, influisce pesantemente sulla qualità della vita di chi ne soffre.
In Italia ad avere questo problema sono tanti: secondo l’Associazione italiana (Aic), le stime parlano di una persona ogni 100-150.
Ma che cos’è il glutine?
Una sostanza proteica che si trova in avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale. Questo significa che i celiaci non può più mangiare alimenti comuni come il pane, la pizza, la pasta e i dolci.
Assumendo il glutine, infatti, una persona che ha questa intolleranza subisce un grave danno alla sua mucosa intestinale: l’organismo reagisce infatti aumentando la produzione dei linfociti (le cellule difensive) che vanno a colpire i villi intestinali, una sorta di tubi sottili che servono ad assorbire gli alimenti.
Conseguenza: i villi si atrofizzano e cessano di svolgere la loro funzione. E in poco tempo si comincia a soffrire di carenze di calcio, ferro e vitamine.
La diagnosi certa della celiachia non è semplice. Specie se si pensa di poter fare affidamento solo sui sintomi.

Infatti, esistono segnali che indicano una potenziale intolleranza al glutine di una persona:

  • dimagramento o ingrassamento
  • improvvisi e ingiustificati, gastrite, diarrea, mal di testa ricorrente, stanchezza, unghie e denti fragili
Ma non sono sempre inequivocabilmente indicatori di celiachia.
Questa patologia, infatti, può assumere connotati anche diversi: nei bambini, per esempio, è più facile individuarla perché la carenza di vitamine provoca un rallentamento nella crescita.
Negli adulti, invece, devono insospettire anche un’anemia che non si risolve o l’osteoporosi in giovane età, problemi collegati alla fertilità, cicli mestruali irregolari.
La forte reazione dell’organismo, di fronte all’assunzione del glutine, influisce anche sull’equilibrio ormonale.
I passaggi sono due: anzitutto, lo specialista deve richiedere un prelievo di sangue con cui individuare gli anticorpi caratteristici della malattia; in secondo luogo – se l’esame risulta positivo – ci si dovrà sottoporre a una biopsia intestinale, tramite una gastroscopia.
L’unico modo per curare la celiachia, oggi, è anche il più semplice: eliminare completamente dalla propria tavola quotidiana il glutine.
Certo, mettere in atto una terapia come questa significa dire addio ad alimenti tanto comuni quanto buoni come pane, pasta, biscotti e pizza; ma vuol dire anche preoccuparsi che su ogni pietanza che si consuma non vi sia la benché minima traccia di farina, per esempio, o di un altro alimento “vietato”. Insomma: il sacrificio non è da poco, implica uno sforzo notevole dal punto di vista dell’educazione alimentare.
Per fortuna, rispetto al passato, le opportunità per mangiare in tutta sicurezza non mancano ai celiaci. Da anni, ormai, in tutta Italia sono sparsi ristoranti e pizzerie ad hoc, persino negli autogrill c’è un menu “gluten free”, i cibi per celiaci si trovano nei negozi biologici, al supermercato, in farmacia…

La forfora

Tutti conosciamo la forfora e quella sgradevole sensazione che si prova quando, guardandosi allo specchio o parlando con qualcuno, ci accorgiamo di quella antiestetica polvere bianca sulle spalle.
Tecnicamente, si tratta di una desquamazione eccessiva del cuoio capelluto ed è una lieve forma di dermatite seborroica.
A provocarla è l’eccessiva proliferazione, nel sebo, di un piccolo fungo chiamato Malassezia. In questo caso, il cuoio capelluto si infiamma e comincia a desquamarsi.
La forfora può essere di due tipi: grassa o secca.
La prima è segno di un’infiammazione più acuta e spesso porta con sé anche prurito; la seconda è il segnale invece di un problema più leggero.
Ma perché si presenta?
Diversi studi scientifici confermano che all’origine del problema c’è in parte una componente costituzionale, in parte una predisposizione familiare.
La forfora non è altro che la conseguenza di questa desquamazione e va combattuta fin dall’inizio con cure mirate, che solo il dermatologo potrà consigliarvi.
Di solito lo specialista prescrive shampoo specifici antiforfora, che contengono sostanze antimicotiche (cioè contro i funghi) e che, usati con costanza, riusciranno ad attenuare il rossore della cute. C’è una condizione,però, perché la terapia abbia successo: bisogna rispettare alla lettera i tempi e le indicazioni prescritte dallo specialista. Ciò significa che gli shampoo devono essere usati all’inizio almeno due-tre volte alla settimana, e poi si dovrà continuare il trattamento come prevenzione. In questo caso basterà fare lo shampoo anti-forfora una volta a settimana.
Anche se la forfora non si cura solo a tavola, l’alimentazione ha comunque un peso importante per la sua comparsa.


Perché il cuoio capelluto rimanga in buona salute bisogna abbandonare (o per lo meno ridurre drasticamente) :

  • fritture e latticini,
  • zuccheri e nicotina
  • prediligere, invece, frutta e verdura fresche, lievito di birra e pappa reale.


Le ricette “della nonna” più tramandate sono due:

  • La prima consiste nel preparare una frizione a base si aceto e ortica. Si fanno bollire in 0,75 l di acqua e mezzo litro di aceto 100 g di foglie di ortica per circa 30 minuti. Si filtra il tutto e dopo lo shampoo si friziona sulla pelle e sulla radice dei capelli un grosso batuffolo intriso di questo liquido. Si attendono 10 minuti e poi si versa sulla testa il liquido rimasto. Alla fine, si risciacqua la testa.
  • La seconda ricetta ha per protagonista l’uovo. Si miscelano in una ciotola 3 tuorli di uova montati con un bicchiere di acqua tiepida. Si massaggia con questa soluzione il cuoio capelluto e si lascia in posa per 15 minuti. Infine si sciacqua tutto aggiungendo una spruzzata di aceto nell’acqua del risciacquo.

martedì 28 luglio 2009

L'Anguria

Il cocomero o anguria appartiene alla famiglia delle cucurbitacee, è una pianta erbacea annuale, ha un fusto strisciante e peloso, ramificato, con foglie grandi, dal picciolo piuttosto largo.
La polpa in cui sono contenuti i semi è succosa e zuccherina, è costituita per il 90% di acqua, infatti il cocomero è il frutto più acquoso in assoluto, contiene un 8% di zuccheri, una piccola quantità di proteine e contiene buone quantità di vitamina A, vitamina C e potassio.
Secondo una ricerca condotta presso il Texas A&M University e commissionata all'ente di ricerca dall'USDA, il dipartimento di Stato americano per l'agricoltura il consumo di cocomero ha un effetto positivo nei confronti dell'angina, dell'ipertensione e di altri problemi cardiocircolatori e inoltre, il cocomero esplica una sorta di effetto viagra.
Proprio grazie alla sua composizione, l’anguria è un frutto fortemente ipocalorico ed è adatto alla stagione estiva per la sua capacità dissetante.

In più, come se non bastasse, l’anguria rappresenta un grande aiuto per la dieta: ideale per la diuresi, questo frutto svolge una buona azione di ricambio dell’acqua nel nostro organismo.
Oltre che consumata da sola, l’anguria si presta molto bene a piatti come le insalate estive, in associazione con pomodori, carote, spinaci, cipolle, lattughe e ravanelli.
Ottima per gelati, dolci, bevande, macedonie e marmellate, l’anguria può essere utilizzata anche in cosmesi: la polpa, infatti, è ottima per preparare maschere idratanti e con il suo succo si preparano lozioni utili ad ammorbidire la pelle.

lunedì 13 luglio 2009

Aumento delle labbra

Le labbra tendono ad appiattirsi e ad assottigliarsi con l'età e a perdere la loro pienezza e carnosità giovanili.
L'entità di questa involuzione dipende in ampia misura da fattori ereditari.
Per ovviare a questo inestetismo, la chirurgia estetica propone una serie di trattamenti.
In altri casi la motivazione all'intervento è di tipo puramente estetico, donne anche giovani desiderano avere labbra più tumide, più voluminose e più sporgenti.
Le tecniche piu attuali sono:



  • Il collagene (o collageno) è la principale proteina del tessuto connettivo negli animali. È la proteina più abbondante nei mammiferi. Durante i processi di invecchiamento della cute e del tessuto sottocutaneo, soprattutto per i meccanismi del fotoaging (alterazione della cute da raggi solari), le fibre collagene possono degradarsi e diminuire di numero, e i legami molecolari fra fibre collagene si indeboliscono. Il trattamento mediante iniezioni di piccoli quantitativi di questa proteina permette al medico estetico e al chirurgo plastico di ridare forma e supporto ai tessuti. Il collagene in campo medico è utilizzato oltre che nella medicina estetica anche per la realizzazione di valvole cardiache, per molti materiali di sutura e per la preparazione di sostanze emostatiche. Il trattamento può essere effettuato in ambulatorio. Le iniezioni di collagene vengono effettuate in ambulatorio e il trattamento dura 10-15 minuti. Non è necessaria anestesia locale, ma talvolta può essere utilizzata una pomata anestetica soprattutto per il trattamento di zone più fastidiose come le labbra.
    Il collagene non è un filler permanente. Ciò significa che una volta iniettato, il prodotto viene progressivamente metabolizzato e quindi riassorbito dall'organismo con tempi variabili a seconda della zona trattata. L'effetto di riempimento e aumento di volume o attenuazione delle rughe è immediato e dura dai 4 ai 6 mesi, dopodichè è possibile ripetere il trattamento periodicamente.

  • Acido ialuronico è uno dei componenti fondamentali della pelle dell'uomo e conferisce resistenza e mantenimento della forma, infatti se vi è una carenza di acido ialuronico si verifica un indebolimento della pelle e la formazione di rughe ed inestetismi vari. L'iniezione di acido ialuronico deve essere sempre fatta alla giusta profondità e sono importanti a tal proposito la esperienza, la manualità e il senso artistico del chirurgo estetico o del medico estetico che effettua il trattamento .È sempre importante quindi affidarsi a un medico esperto in filler. Prima del trattamento il medico può applicare sulla zona interessata una crema anestetica oppure eseguire una lieve anestesia locale. Il trattamento con acido ialuronico si pratica in ambulatorio, e nella maggior parte dei casi si può riprendere subito la normale attività. Essendo l’acido ialuronico una sostanza naturale che è già presente nel nostro organismo, una volta iniettato viene lentamente ma progressivamente riassorbito dall'organismo nel corso di alcuni mesi, la durata dei risultati comunque varia da paziente a paziente

  • Goretex. L’impiego del GORE-TEX, trova sempre più un ampio consenso nella chirurgia del complesso labiale; attualmente la regione labiale costituisce la migliore indicazione agli impianti di questo materiale a livello del viso, per semplicità e velocità di esecuzione, nonché per il risultato apprezzabile e definitivo. Usando segmenti opportunamente modellati di fogli da 1 mm di spessore è possibile ottenere un aumento di volume di protezione (o di protrusione) del labbro rosso costituzionalmente sottile o senilmente involuto nella propria carnosità. Previa anestesia locale, nella porzione vestibolare del labbro rosso, una striscia di GORE-TEX, di adeguato spessore, è ritagliata secondo necessità e posta, previa tunnellizzazione, nell’orbicolare, a livello del versante mucoso o alla giunzione cutaneo-mucosa, per ottenere un labbro meglio disegnato, più ispessito o moderatamente everso. A livello del labbro superiore è meglio introdurre segmenti senza incrociare l’arco di Cupido, piuttosto che un unico segmento indicato, invece, per il labbro inferiore. E’ importante posizionare correttamente al di sotto della mucosa labiale le due estremità dei segmenti di GORE-TEX.

lunedì 6 luglio 2009

La cottura dei cibi

In una corretta alimentazione, il modo in cui vengono preparati e cotti i cibi è importante: ad esempio un eccesso d'acqua o una prolungata cottura privano le verdure di gran parte del loro contenuto vitaminico e minerale; un eccesso di calore altera grassi e proteine.
Per questo al fine di mantenere il contenuto di nutrienti dei cibi cotti vicino a quello naturale è opportuno scegliere i metodi di cottura più idonei.
Ti proponiamo alcuni consigli, semplici ma molto utili, per preparare i cibi nel modo più naturale:

  • Non eccedere con il fritto e usa comunque il meno possibile gli oli di semi, privilegiando l'olio d'oliva.
  • Friggi i cibi poco per volta per evitare che la temperatura dell'olio si abbassi e i cibi si impregnino di grassi.
  • Una volta utilizzato, l'olio del fritto va buttato e la frittura seguente preparata con altro olio.
  • Un modo semplice e naturale di preparare pesce, carne e verdure è cuocerli al vapore e insaporirli successivamente con aromi e olio d'oliva.
  • Utilizza per la cottura padelle antiaderenti o la piastra, cercando di ridurre al minimo l'utilizzo di grassi da condimento.
  • Nella cottura dei cibi al forno è utile utilizzare la tecnica del cartoccio che esalta i sapori e non altera i nutrienti.
  • Nella cottura di torte dolci o salate preferisci l'olio d'oliva al burro e utilizza sempre la carta da forno in modo da evitare di ungere la forma.

La luce pulsata

La luce pulsata o IPL (Intense Pulsed Light) è la rivoluzionaria tecnica per il trattamento di inestetismi e problemi legati alla pelle.
Si tratta di un superamento del laser, che, grazie all'emissione di energia luminosa, permette di colpire la zona interessata senza ledere i tessuti circostanti.
La luce pulsata, rispetto al laser, permette di trattare più efficacemente e in modo meno invasivo una vasta gamma di lesioni benigne:

  • Couperose e rosacea
  • Macchie della pelle,
  • iperpigmentazioni,
  • lesioni pigmentate,
  • macchie solari
  • Ringiovanimento cutaneo non ablativo
  • Depilazione definitiva
  • Cancellare tatuaggi
L'azione della luce pulsata è particolarmente evidente nei trattamenti di fotoringiovanimento e di epilazione definitiva.
Il fotoringiovanimento con IPL consiste nel ricompattare i pori dilatati, eliminare le macchie scure e i capillari del viso provocati dall'eccessiva esposizione solare e dal passare del tempo.
Per quanto riguarda l'epilazione, invece, la luce pulsata agisce direttamente sul bulbo pilifero, impedendo la ricrescita del pelo, senza intaccare la cute circostante.
Questa tecnica è senza dubbio molto efficace nel risolvere varie problematiche e non è pericolosa, ma, data la complessità delle apparecchiature IPL, è indispensabile affidarsi esclusivamente a centri che facciano eseguire il trattamento da medici specializzati.
Periodo post-operatorio.I filtri solari sono indispensabili prima di esporre la zona trattata ai raggi solari per evitare iperpigmentazioni.
CONTROINDICAZIONI E COMPLICANZE
L'epilazione con luce pulsata non danneggia i tessuti circostanti e non è dolorosa neanche dopo il trattamento, si percepisce soltanto una leggera sensazione di calore, inoltre per pelli sensibili, può manifestarsi un leggero arrossamento, detto eritema che scompare dopo qualche ora dal trattamento. Unica controindicazione assoluta: Non si può effettuare la terapia se ci si è abbronzati, nel qual caso dovranno trascorrere tre settimane prima di sottoporsi al trattamento.