Ricerca personalizzata

martedì 27 aprile 2010

La vitamina C

E' la vitamina più versatile, la più presente in natura, la più utile.
La vitamina C protegge il cuore e l’apparato respiratorio, gli organi della digestione e quelli della riproduzione. Soprattutto, aiuta l’organismo a non invecchiare perché agisce sull’ossidazione delle cellule. Ecco perché nessuno può fare a meno della vitamina C.
Regola il potenziale di ossidazione della cellula per la sua capacità di passare da forma ridotta a forma ossidata in equilibrio reciproco e con processo reversibile. Favorisce la formazione del collagene, di adrenalina, regola la resistenza e la permeabilità dei capillari.
Interviene nei processi di difesa cellulare inattivando i radicali liberi dell'ossigeno favorendo l'azione antiradicalica della vitamina E. Favorisce l'assorbimento intestinale del ferro. La vitamina C, presente nell'adulto in quantità di circa 1500 mg., è assorbita nella mucosa dello stomaco e dell'intestino.Agrumi, peperoni, pomodori, kiwi e verdure a foglia verde sono ricchi di vitamina C se consumati freschi. Bisogna evitare lavaggi con quantità eccessive di acqua (che possono determinarne una perdita fino al 75 %) e cotture non troppo prolungate, essendo questa vitamina idrosolubile e facilmente degradabile, perché instabile al calore e all'ossigeno dell'aria.Il livello raccomandato di assunzione della vitamina C con la dieta mediterranea è di 60 mg/giorno sia nella donna che nell' uomo in condizioni di normalità. Un aumento del fabbisogno si ha in gravidanza (+ 10 mg/giorno), durante l'allattamento (+ 30 mg/giorno), negli stati febbrili, nelle malattie infettive e raddoppia nei fumatori.
La carenza di vitamina C, praticamente inesistente nei paesi industrializzati, quando è in forma grave determina lo "scorbuto", quadro morboso caratterizzato da fragilità capillare diffusa con possibilità di emorragie. Un livello plasmatico ottimale di vitamina C garantisce una buona protezione dell' organismo contro gli attacchi ossidativi. In caso di ipervitaminosi si hanno disturbi a livello gastrointestinale dovuti all'acidità.

Il mandarino

Il mandarino è il frutto fresco più ricco di zuccheri (oltre il 17%) e quindi di calorie, 72 per 100 g. Questa caratteristica, associata all'indice di sazietà piuttosto basso, fa del mandarino un frutto di cui non abusare e di cui vanno valutate sempre le quantità assunte. Infatti non è difficile mangiare 1 kg di mandarini, per un totale di ben 500 calorie. Il mandarino è una buona fonte di vitamina C, anche se meno delle arance (40 mg contro 60). La buccia del mandarino contiene un terpene antiossidante, il limonene, e un olio essenziale utilizzato per produrre liquori, sciroppi e profumi.
Le proprietà del mandarino
Il mandarino ha notevoli proprietà terapeutiche. Del frutto non si butta nulla: la sua buccia infatti è piena di limonane (principio antiossidante) che ha la caratteristica di ritardare l’invecchiamento della pelle e sempre dalla buccia si estrae un olio essenziale in grado di calmare l’ansia e combattere insonnia e ritenzione idrica. Molto ricco di vitamina C, essenziale per mantenere reattivo e vigile il cervello, il mandarino è anche ricco di fibre e carotene e possiede anche molte vitamine del gruppo B e vitamina A, oltre ad una consistente percentuale di ferro, magnesio e acido folico. In considerazione della notevole quantità di fibre in esso presenti, il mandarino risulta particolarmente indicato per il benessere dell’intestino e viene indicato nelle diete perché si presenta come un frutto nutriente e facilmente digestivo. A differenza di altri agrumi, i semi del mandarino, anche se masticati, non solo non fanno male ma apportano vitamine. La polpa del mandarino (ricca di vitamina C), è utile per prevenire il raffreddore e protegge mucose e capillari, la vitamina P, invece, combatte la ritenzione idrica e favorisce la diuresi; inoltre contiene calcio, potassio e fibre, indispensabili per le ossa e per l’intestino e regola la pressione arteriosa. Gli scienziati del National Institute of Fruit Tree Science e anche altri studi paralleli sostengono che il mandarino avrebbe proprietà antitumorali (sembra che bere un bicchiere di succo di mandarino al giorno riduce il rischio di sviluppare il tumore del fegato) e proteggerebbero il cuore. I ricercatori australiani sostengono, inoltre, che il consumo di arance e mandarini ridurrebbe del 50% le probabilità di cancro del tratto digestivo e del 20% di ictus.
Il mandarino in cosmesi
Il mandarino ha sulla pelle un effetto depurativo e drenante ma non solo: l’olio di mandarino è utile anche per combattere la ritenzione idrica e gli inestetismi della cellulite. Infatti utilizzando la buccia del mandarino viene creato un olio con il quale si può effettuare un salutare massaggio sulle gambe che facilita il riassorbimento dei liquidi e riduce la cellulite. Sono anche note le sue proprietà emollienti, purificanti e stimolanti particolarmente importanti per il corretto funzionamento del metabolismo. L’olio di mandarino (biologico al 100%) è quindi molto efficace per i massaggi corporei; a fine trattamento viene completamente riassorbito lasciando la pelle vellutata ed idratata.

lunedì 15 marzo 2010

Le terme di Telese BN

Le acque di Telese Terme hanno una tradizione antichissima.
Le sorgenti sulfuree comparvero dopo il terremoto del 1349 che causò la fuoriuscita di acque minerali.Ben presto la loro fama si diffuse, essendosi rivelate utilissime per la cura delle malattie della pelle, dell'apparato digerente, dell'apparato respiratorio e dei reumatismi.Le acque di Telese Terme sono acque minerali sulfuree che contengono zolfo bivalente in stato di trasformazione permanente simile a quello contenuto in tutte le cellule del corpo umano. Interagendo con quello presente nel nostro organismo genera una miscela di benefici chimico-fisico-biologici e terapeutici che non si riscontra in altre acque prive di zolfo o che lo contengono con altre valenze.Inoltre, ricche di anidride carbonica, facilitano la circolazione sanguigna periferica poiche il loro effetto sulla cute provoca la dilatazione dei capillari, a vantaggio dell'attività cardio-vascolare.
Per trarre il massimo beneficio dalle preziose acque curative, le Terme di Telese offrono programmi di cura personalizzati sotto stretto controllo medicoL’attività termale di Telese Terme si svolge in gran parte nello stabilimento che si trova in Piazza Minieri, che è il nome della famiglia che alla fine dell’800 si prodigò per far conoscere l’attività termale locale. I reparti di cura sono immersi in un parco di alberi secolari tra i più estesi d’Italia ove si trovano i bacini delle sorgenti e comprendono un Centro di Fotobalneoterapia dermatologica per la cura della psoriasi e di altre affezioni dermatologiche, un Centro di ORL per la diagnosi e la cura delle patologie dell’orecchio, un Centro di fisiopatologia, fisiokinesiterapia ed allergologia respiratoria per diagnosi funzionale ed allergologia delle malattie respiratorie, un Centro cardio-angiologico per la diagnosi e la cura delle vasculopatie periferiche e un Centro di diagnosi e cura delle malattie dell’apparato locomotore sia di origine artroreumatica che traumatica. Nel cosiddetto “Parco delle Terme” con ingresso da Piazza Minieri ci sono anche due piscine di acqua termale sorgiva, la piscina “Goccioloni e la piscina “Pera”, entrambe indicate in particolare per la prevenzione e la cura delle patologie dermatologiche mentre una terza piscina termale si trova nei reparti termali del Grand Hotel Telese, utilizzata principalmente per attività di riabilitazione neuro-motoria e percorsi vascolari; nell’hotel anche un attrezzato Centro Benessere. La dotazione del Parco delle Terme si completa quindi con alcune strutture ricreative, tra cui un parco giochi per bambini, con uno stabilimento per l’imbottigliamento dell’acqua e con un centro congressi di circa 500 posti.
Terme di Telese, Piazza Minieri 1 BN

La salvia

La salvia, appartenente alla famiglia delle Labiatae, si presenta come un arbusto sempre verde: ha un fusto eretto, che può raggiungere al massimo 70 cm e le foglie hanno una caratteristica forma (sembrano piccole lance, lunghe e abbastanza affusolate) e si presentano piuttosto spesse e dure. I fiori della salvia, di un colore che va dal blu al viola, compaiono generalmente in primavera, prediligendo il sole, nonostante sia possibile trovarla anche in climi piuttosto rigidi. Essa si trova generalmente nelle zone mediterranee e negli orti coltivati mentre è molto difficile riconoscerla allo stato selvatico. Il suo “ciclo” dura circa 5 anni, trascorsi i quali va piantata di nuovo.La pianta è conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà salutari, ciò che spiega il suo nome, proveniente da “salvus” che significa appunto “sano”. I Galli, in particolare, ritenevano che la salvia avesse la capacità di guarire tutte le malattie e che agisse efficacemente da “deterrente” contro febbre e tosse. Alcuni addirittura credevano che avesse il potere di resuscitare i morti e per questo veniva anche utilizzata nella preparazione di riti magici. I Romani la consideravano una pianta sacra tanto che esisteva un vero e proprio rito per la raccolta (che spettava a pochi eletti), i quali dovevano addirittura indossare un abbigliamento particolare dopo aver compiuto sacrifici. I cinesi ritenevano che la salvia fosse in grado di “regalare” la longevità: nel XVII secolo, un cesto di foglie di salvia veniva scambiata dai mercanti olandesi con tre cesti di tè. Nella medicina popolare, già nel Medioevo, veniva usata come cicatrizzante sulle ferite e piaghe difficili da rimarginare.
Le proprietà terapeutiche della salvia
Della salvia sono particolarmente note le sue proprietà antinfiammatorie, balsamiche, digestive ed espettoranti. Essa inoltre è in grado di curare le sindromi mestruali dolorose e i disturbi della menopausa (in particolare quel fastidioso disturbo chiamato “caldane”: per questo viene anche chiamata “estrogeno naturale”). Offre una buona risposta contro la ritenzione idrica, gli edemi, i reumatismi e le emicranie ed è anche indicata nelle gengiviti e gli ascessi.È un “deterrente” del diabete e accelera il processo di cicatrizzazione dopo una ferita.
Principi attivi: olio essenziale (costituito principalmente da borneolo, canfora, cineolo e tujone) tannini, saponosidi e colina, possibile presenza di estrogenosimili, sali di calcio, magnesio, ferro, potassio, viamine B e C.
Proprietà:
  • colagoga
  • balsamica
  • aromatica
  • digestiva
  • antisudorifera
  • tonica
  • ipoglicemizzante
  • lattifuga
  • espettorante
  • antisettica
  • antiinfiammatoria
  • emmenagoga

Le proprietà mediche della salvia
La salvia è uno stimolante dell’organismo, è di aiuto durante il ciclo mestruale e combatte gli stati di astenia e depressione. È particolarmente indicata in caso di esaurimento fisico o intellettuale, ma non solo: è molto benefica per il cervello e aiuta la memoria. Alcuni antichi medici cinesi la utilizzavano anche per curare l’insonnia. È anche un gastroprotettore poiché ha un’azione antispasmodica ed è utile nel diabete perché riduce la glicemia. Viene riconosciuta alla pianta anche un’azione estrogena che agisce efficacemente come anti–sudore. Spesso viene anche utilizzata come rimedio per digerire e, se conservata opportunamente, “salva” i cibi dal deperimento.
La salvia in cosmesi

Molti dentifrici sono a base di salvia; in assenza del prodotto preparato si possono semplicemente strofinare i denti con una foglia fresca per ottenere un effetto sbiancante. Un infuso di salvia consente di restituire ai capelli il colore scuro e le lozioni preparate con la salvia detergono la pelle. Per preparare un tonico astringente alla salvia sono necessari 4 cucchiai di salvia essiccata e di alcool etilico, un pizzico di borace, 3 cucchiai di amamelide e 10 gocce di glicerina. Dopo aver fatto macerare la salvia nell'alcool per due settimane, si deve filtrare la sostanza ottenuta, sciogliere il borace nell'amamelide e aggiungervi l'alcool. Dopodiché si unisce la glicerina e si travasa il tutto in una bottiglia con tappo sotto vuoto. Prima di usare il preparato, sarà bene agitare il contenitore.
Come si usa
: in infuso, in decotto, in macerato; in qualsiasi modo la salvia è di grande aiuto.

mercoledì 24 febbraio 2010

Le verdure di stagione

Sono rari i casi è sconsigliato consumare le verdure. Perché sono così importanti? Prima di tutto per l'apporto di vitamine e sali minerali, poi per le fibre, soprattutto per chi deve fare i conti con un regime dietetico ridotto. Infatti costringono a una masticazione corretta, danno un senso di sazietà e regolano la velocità di assorbimento di alcuni nutrienti, soprattutto zuccheri (sia semplici che complessi) e grassi. Attenzione però ai condimenti!
  • I broccoli: Solo 28 calorie per questo ortaggio che vanta un'elevata concentrazione di vitamina C, di potassio nonché di altre sostanze che avrebbero capacità antidegenerative. Qualche esempio?Per i diabetici sono un toccasana. E anche chi ha problemi di pelle ha motivo di ringraziarlo. Inoltre uno studio, condotto in Cina sull'uomo, rivela che il consumo di questi vegetali puo' aiutare l'organismo a eliminare tossine cancerogene. Un'azione 'detossificante' che puo' ridurre il rischio di sviluppare un cancro al fegato
  • Cavolfiore: Ricco di vitamine, minerali, qualità antibatteriche e altro ancora, il cavolfiore è una verdura fondamentale dell'orto. A seconda della varietà (cavolfiore bianco, verde, viola), il cavolo ha colore diverso e sapore assai particolare. Ma in tutti i casi è sempre adatto alle diete e ricco di sali minerali come fosforo, potassio e rame, vitamine e aminoacidi. Le proprietà benefiche del cavolfiore per la salute sono molte. È naturalmente ricco di minerali, acido folico, fibre, ferro, fosforo, calcio, potassio, magnesio, fosforo, vitamina C (allo stato fresco, ne contiene quanto le arance) e vitamina B9, necessaria alla moltiplicazione e al rinnovamento cellulare. Ha principi attivi antibatterici, antinfiammatori, antiossidanti, antiscorbuto, depurativi, rimineralizzanti e benefici per la rigenerazione dei tessuti. Il cavolfiore è anche indicato in casi di diabete perché non contiene glutine (è adatto anche ai celiachi). Secondo alcuni studi americani previene il cancro al colon e l’ ulcera e cura l’ anemia. E’ invece controindicato in caso di ipotiroidismo (contiene sostanze che rallentano il lavoro della tiroide)
  • Carciofo: E' un vero concentrato di sostanze benefiche: la cinarina che dà il sapore amarognolo è ritenuta un tonico per il fegato e un regolatore delle vie biliari. Senza dimenticare il suo potere diuretico e “ingredienti” preziosi come calcio, ferro , fosforo e vitamina A. Anche per questo ortaggio le calorie sono basse: 23 per 100 grammi. È un vegetale ricco di acqua, quasi completamente privo di grassi con un moderato contenuto di proteine e una piccola quantità di zuccheri. È invece particolarmente ricco di fibra che svolge importanti funzioni: aumenta il senso di sazietà, migliora le funzioni intestinali. Infine è utile per la riduzione del rischio del diabete e delle malattie cardiovascolari. Infatti la fibra alimentare modula l’assorbimento degli zuccheri evitando un troppo alto picco di glicemia dopo il pasto e riduce i valori del colesterolo ematico attraverso diversi meccanismi biologici. Il carciofo è inoltre un’ottima fonte di potassio mentre il suo contenuto vitaminico è modesto e viene quasi totalmente distrutto con la cottura. Contiene anche piccole quantità di “cinarina”, un principio attivo che favorisce la secrezione biliare e la diuresi. Viene però inattivata con la cottura; infatti è il carciofo crudo che ha una lunga tradizione nella terapia di molti disturbi del fegato. Apporta inoltre l’inulina che migliora le funzionalità digestive e modula l’assorbimento del glucosio riducendo l’innalzamento della glicemia dopo il pasto.
  • Il finocchio. Il finocchio è prima di tutto un ottimo alleato per depurarsi e eliminare le tossine. Leggero e con poche calorie, nonchè privo di lipidi ed amido, ricco di oli essenziali, è utile nelle diete dimagranti. Fortemente diuretico è particolarmente consigliato agli ipertesi. Inoltre questo interessante ortaggio è eccezionale per le mamme che allattano in quanto conferisce al latte materno un sapore particolarmente dolce e gradito ai neonati, oltre a fornire, proprietà digestive ed anti coliche.

lunedì 15 febbraio 2010

La sciatica

La "sciatica", "nervo sciatico", "dolore alla gamba", "ernia del disco" sono termini che spesso si intrecciano e si confondono, ed infatti rappresentano sfaccettature linguistiche di una stessa entità: l'infiammazione del nervo sciatico.
i manifesta con dolore lungo il suo decorso dalla zona lombare agli arti inferiori.
ln termine scientifico il sintomo doloroso prende il nome di sciatalgia.
Quasi sempre la sciatica compare negli adulti e tende ad aggravarsi nella terza età, in particolare, nelle donne l'infiammazione del nervo sciatico è tipica dell'età postmenopausale.
L'affezione, infatti, è dovuta nella stragrande maggioranza dei casi all'artrosi della colonna vertebrale nel suo tratto lombare, cioè nel punto in cui dalla spina dorsale fuoriescono i fasci del nervo sciatico. Con gli anni, i dischi intervertebrali, cioè quegli "spazi divisori" che separano le vertebre tra loro e proteggono i nervi, tendono ad assottigliarsi e a indurirsi.
Quando il nervo sciatico viene compresso alla sua origine, cominciano i disturbi. Il dolore può essere avvertito lungo tutto il territorio di innervazione del nervo sciatico (lombo, gluteo, faccia interna della coscia e interna-posteriore della gamba) oppure solo in alcune di queste zone. Più raramente la sciatica può essere dovuta a intossicazione dei nervi (per esempio, negli alcolisti e nei diabetici gravi).Un "attacco" di sciatica può essere affrontato anche con il riposo. Però, non appena la schiena si blocca per il dolore, una volta accertata la diagnosi di sciatalgia, conviene rivolgersi al medico.
Prevenire la sciatica, e più in generale i disturbi del nervo sciatico, si può. Ma bisogna iniziare da giovani.
Le cattive posizioni (spalle curve e in avanti), e soprattutto gli sforzi fisici intensi possono infatti favorire la comparsa di alterazioni dei dischi intervertebrali e quindi l'affezione nervosa.
A tutte le età, quindi, è consigliabile un po' di ginnastica: più intensa da giovani e più blanda, magari anche solo qualche esercizio di allungamento della muscolatura (stretching) quando cominciano gli acciacchi.Per quanto riguarda la terapia, la sciatica può essere controllata, quando il dolore non è troppo intenso, con trattamenti fisioterapici indicati dal medico e con farmaci antinfiammatori.
Solo se i dolori diventano insopportabili, e compromettono la normale deambulazione, la soluzione per la sciatica da compressione nervosa può essere l'intervento chirurgico.
Prevenire una sciatalgia si può. Basta osservare alcune piccole precauzioni nella vita di tutti i giorni. Eccole:
  • Se devi sollevare pesi – Piegate le gambe, mantenendole un po’ divaricate, lasciando il busto il più possibile dritto. Afferrate il peso (un pacco, una confezione di bottiglie di acqua minerale…) e sollevatevi senza far forza sulla schiena, ma semplicemente raddrizzando le gambe.
  • Se devi stare fermo in piedi per più di 30 minuti – Poggiate un piede su un rialco, per esempio un gradino: in questo modo il corpo si piega in avanti e segue la naturale incurvatura della schiena
  • Se devi stare alungo seduto – Appoggiate bene il dorso allo schienale, tenendo il collo allineato alla colonna vertebrale. Per leggere, tenete il libro all’altezza del torace, evitando di incurvarvi in avanti.
  • Se devi portare pacchi – Distribuiteli equamente su entrambe le braccia, in modo da tenere, camminando, una postura equilibrata ed eretta.
  • Se devi piegarti in avanti – Accovacciatevi flettendo le gambe, ma mantenendo il busto eretto. Mantenete un ginocchio appoggiato al pavimento e l’altro in flessione verso il petto, con la pianta del piede a terra.

martedì 9 febbraio 2010

Funghi della pelle

I segni più tipici delle infezioni da funghi della pelle sono l'arrossamento (che in alcuni casi assume forme caratteristiche come "l'anello" arrossato della tinea corporis) e la desquamazione.
All'arrossamento si associano spesso un forte prurito ed una sensazione di bruciore, specie se la zona interessata entra in contatto con indumenti. In più, non va dimenticato che i miceti tendono a concentrarsi in alcune zone dello strato cutaneo come gli spazi interdigitali, l'inguine o il cuoio capelluto. Infine, in alcune infezioni da funghi come la pitiriasis versicolor non ci sono disturbi, ma solo chiazze più chiare sulla pelle dovute allo sviluppo dei funghi.
Attualmente sono disponibili vari prodotti antimicotici ad esempio, a base di clotrimazolo, che riescono a distruggere i funghi sviluppatisi sulla pelle con un'azione locale senzaincorrere negli eventuali effetti collaterali legati ad una terapia generale. Questi prodotti sono presenti in diverse forme farmaceutiche: dalla crema, più indicata per le zone più localizzate e senza peli, alla soluzione spray, che è più pratica per trattare le zone ricoperte da peli e quelle più estese del corpo (schiena, spalle, tronco);la polvere, per la sua caratteristica di assorbire il sudore è sicuramente adatta al trattamento dei piedi (piede d'atleta), anche nella prevenzione utilizzandola all'interno di calze e scarpe.Si tratta di prodotti altamente efficaci per cui la comparsa di una recidiva non va ricercata nella mancata attività del farmaco, quanto piuttosto nella sospensione precoce della terapia.

Il contagio

Innanzitutto, bisogna fare in modo che la biancheria intima destinata ad entrare in contatto con la pelle o con altri capi sia opportunamente "disinfettata" dai miceti. In caso d'infezione occorre, quindi, lavare magliette e slip ad alte temperature e con detergenti molto attivi.
In famiglia, poi, cercate di non scambiare mai asciugamani, accappatoi e quant’altro entra in contatto diretto con la pelle per evitare di trasmettere i funghi agli altri familiari.
Ancor più attenzione dovete prestarla in palestra e in ogni situazione si faccia la doccia in ambienti comuni. Per proteggere i vostri piedi e quelli degli altri, infatti, indossate sempre le ciabatte!
Infine, per ridurre il rischio di eventuali recidive, prendete qualche contromisura. Ad esempio controllate la sudorazione, evitando di indossare magliette che favoriscono la produzione e il ristagno del sudore a contatto della pelle.
Ultima raccomandazione
: asciugate sempre con cura la pelle dopo ogni contatto con l'acqua e cercate di non fare un uso protratto ed intenso di saponi molto alcalini che possono modificare l'acidità della pelle, alterandone la normale flora, preferendo saponi daml ph neutro o acido.