Si ha gonfiore alla palpebra più o meno diffuso, e più spiccato in corrispondenza dell'orzaiolo. Al centro dell'orzaiolo compare un puntino giallognolo, indice di infezione (pus), che normalmente si rompe spontaneamente con riduzione o scomparsa del dolore.
L'orzaiolo interno è più grave: dolore, arrossamento e gonfiore sono più localizzati e l'orzaiolo di solito non è visibile, ma si nota solo esaminando il lato interno della palpebra; così facendo si può osservare una tumefazione giallastra più circoscritta e, successivamente, si forma un ascesso che di rado si rompe spontaneamente.
- classico rimedio della nonna, imbattibile e collaudato: prendi un cucchiaino, riempilo per metà di acqua e metà di olio di oliva. mescola con un mignolo oppure metti in un bicchiere e agita con una forchetta un minuto o due finché si forma un'emulsione. A questo punto bagnaci il dito e passalo sull'orzaiolo per ungerlo facendo attenzione a non far entrare l'emulsione nelll'occhio. Non deve colare. Tocca l'orzaiolo solo per il necessario. chiudi gli occhi e rimani a riposo qualche minuto.
- Pomate antibiotiche prescritte dal medico che vanno applicate sulla parte infiammata.
- Decotto di eufrasia/camomilla (far bollire coperto per 3 minuti 2 prese di queste erbe miscelate), ed usare per un bagno oculare per ridurre infiammazione
- In due dita di acqua mettere 15 gocce di TM Calendula. Con dolcezza tamponare solo l’orzaiolo, avendo cura di non far cadere gocce nella parte interna dell’occhio. E’ un ottimo antibatterico e antimicotico.
- Evitare per 10-15 giorni alimenti che intossicano le mucose intestinali, quali: zucchero, sale raffinato, latte, latticini, carni rosse, alimenti industriali, aceto, spezie, insaccati, pomodori, peperoni, melanzane.
